Vai al contenuto

Cibaria

La tavola romana racconta differenze sociali, commerci e trasformazioni del gusto. Dal pasto frugale del cittadino comune ai banchetti aristocratici, ingredienti e abitudini cambiarono nel corso dei secoli insieme all’espansione di Roma.

I pasti della giornata

Lo ientaculum era una prima colazione semplice, spesso a base di pane, formaggio, olive o frutta secca. A metà giornata si consumava un pasto rapido, mentre la cena era il momento principale. Per molti consisteva in preparazioni di cereali, legumi e verdure; nelle case agiate diventava occasione di incontro, rappresentanza e conversazione.

Pane, botteghe e lavoro

Il pane fu un alimento fondamentale, prodotto in numerose qualità e forme. Con la crescita urbana la preparazione passò progressivamente dalle case alle botteghe dei pistores, mugnai e fornai organizzati anche in corporazioni. Thermopolia e popinae offrivano cibi pronti, mostrando una Roma fatta anche di pasti veloci e consumo fuori casa.

Sapori e fonti antiche

Il garum, salsa fermentata di pesce, insaporiva molte pietanze; vino, mosto cotto, miele, erbe e spezie entravano in bevande e ricette. Le principali testimonianze provengono da Catone, Varrone, Columella, Plinio e dalla raccolta nota come De re coquinaria, tradizionalmente associata ad Apicio.

Consulta il dossier

Le dieci pagine del documento illustrano pasti, pane, panettieri, garum, vitigni e vini romani.

Apri il dossier “I pasti dei Romani”

Continua nella mostra Ars Coquinaria, esplora la Vita Civile Romana o scopri le attività didattiche.